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DESCRIPTION:Musicamaga è l’incontro immaginario tra due musicisti arabi e una flautista italiana. Lei scruta\, legge ed accoglie i due musicisti\, li ascolta improvvisare ed intrecciare melodie su modi musicali che chiamano Maqam. Quando infine unisce il suo suono al loro\, il liutista arabo ed il percussionista scoprono una melodia nuova: monodie dall’ Italia settentrionale che decidono di seguire\, ornare\, accompagnare e arricchire con una nuova tessitura sonora. La flautista chiude gli occhi\, ascolta\,  iconosce ed infine improvvisa con loro. Tutta questa musica\, la loro e la sua\, è come una danza antica che ha tante madri e padri: la Persia\, la Grecia\, Pitagora\, i modi musicali della Tradizione.\nIn quel tempo la musica era epica e potente\, le note emergevano solitarie o in piccoli gruppi da un silenzio profondo e ancestrale e più affilate di una lama\, trafiggevano i cuori della gente.\nQuel tempo era il tempo della musica maga. \nMusica Ottomana e Medio Orientale\n\nSama’i Bayati Qadim\nBrano strumentale appartenente alla tradizione della musica classica ottomana. “Qadim” significa “antico” e sottolinea le radici storiche di questa composizione. Il maqam Bayati\, con il suo carattere malinconico e spirituale\, si intreccia alla forma Sama’i\, strutturata in sezioni che alternano hanes e teslim.\nRast Nakis Beste\nComposizione in maqam Rast\, uno dei modi musicali più importanti della tradizione ottomana\, evocativo di equilibrio e solennità. La forma Nakis Beste\, più elaborata e raffinata\, era spesso associata ai repertori cerimoniali delle corti.\nSama’i Husseini\nUn altro esempio della forma Sama’i\, questa volta in maqam Husseini\, noto per il suo carattere intimo e lirico. Questi brani\, eseguiti sia nei palazzi imperiali sia in contesti mistici\, erano spesso legati a momenti di riflessione spirituale.\n\nMusica Medievale Europea\n\nSaltarello II\nUna danza vivace del XIV secolo\, proveniente dall’Italia medievale. Questo brano\, conservato in un importante manoscritto londinese\, incarna la gioia e l’energia tipiche delle danze popolari dell’epoca.\nDulciana\nUn pezzo contemplativo e lirico\, probabilmente di origine italiana o francese\, situabile tra il tardo Medioevo e il primo Rinascimento.\nLa 5ª Estampie Real\nQuesta danza appartiene al corpus delle Estampies Reales del XIII secolo\, tra le prime testimonianze scritte di musica strumentale europea. Le sue melodie vivaci e ritmate erano ideali per accompagnare le danze di corte.\nTrotto\nUn’altra danza italiana del XIV secolo\, caratterizzata da un ritmo incalzante che richiama il galoppo di un cavallo.\nBranle de chevaux e Branle de la torche\nDue danze francesi del XVI secolo\, che rappresentano la varietà del repertorio rinascimentale. Il “Branle de chevaux” evoca ritmi rustici e vivaci\, mentre il “Branle de la torche” è più cerimoniale\, adatto a contesti aristocratici.\nLamento di Tristano\nPezzo italiano del XIII-XIV secolo\, intriso di malinconia e legato alla tradizione epica e trobadorica. Spesso accompagnato dalla “Rotta”\, una sezione ritmica e vivace.\nSchiarazula Marazula\nUna danza popolare friulana del XV-XVI secolo\, resa celebre dalla raccolta di Giorgio Mainerio. Con il suo carattere ipnotico e ripetitivo\, rievoca le feste popolari rinascimentali.\n\n  \nLa selezione di brani ottomani e mediorientali comprende pezzi di grande raffinatezza che appartengono principalmente alla tradizione della musica classica ottomana. Questi brani si distinguono per l’uso dei maqamat (modi musicali)\, che evocano emozioni e atmosfere specifiche\, e per la struttura formale elaborata. \n\nIl Sama’i Bayati Qadim rappresenta un esempio classico di musica strumentale antica. “Qadim” significa “antico”\, a sottolineare le sue radici storiche. Il modo Bayati\, caratterizzato da un tono malinconico e spirituale\, guida l’ascoltatore in una dimensione contemplativa. La forma Sama’i\, tipica della musica classica ottomana\, è strutturata in quattro sezioni principali (hanes) intervallate da un ritornello ricorrente (teslim)\, conferendo al brano una qualità ipnotica e ciclica.\nIl Rast Nakis Beste appartiene a un’altra importante tradizione ottomana. Rast è uno dei maqamat fondamentali\, noto per la sua capacità di evocare equilibrio e maestosità. La forma “Nakis Beste”\, meno comune e più intricata\, era spesso utilizzata per composizioni elaborate\, sia vocali che strumentali. Questo tipo di brano si inserisce perfettamente nei repertori cerimoniali delle corti ottomane.\nIl Sama’i Husseini\, simile per struttura al Sama’i Bayati\, utilizza però il maqam Husseini\, che dona al brano un carattere più intimo e sentimentale. Come gli altri Sama’i\, questi pezzi erano frequentemente eseguiti nei palazzi imperiali e in contesti mistici\, come i circoli sufi\, dove il ritmo e la melodia si intrecciavano per favorire stati di estasi spirituale.\n\nQuesti brani\, intrisi di storia e significato culturale\, riflettono l’eleganza e la profondità della musica ottomana. Sono esempi di un’arte sonora che combinava complessità tecnica e profonda espressione emotiva\, pensata per affascinare tanto l’élite intellettuale quanto gli ascoltatori devoti. \nLa selezione dei brani medievali europei offre uno spaccato della ricca tradizione musicale del Medioevo\, caratterizzata da una vivace varietà di forme e stili. Questi pezzi\, molti dei quali associati alla danza\, riflettono la fusione tra musica popolare e colta\, con strutture ritmiche ripetitive e melodie coinvolgenti. \n\nIl Saltarello II\, databile al XIV secolo\, è una danza vivace della tradizione italiana. Conservato nel famoso Manuscritto Add MS 29987 di Londra\, questo brano incarna l’energia e la gioia delle danze medievali\, spesso eseguite durante feste e celebrazioni popolari. Il ritmo\, agile e pulsante\, ne fa uno dei pezzi più rappresentativi del repertorio coreutico medievale.\nLa Dulciana\, dal nome che richiama dolcezza e lirismo\, è un pezzo di probabile origine italiana o francese\, situabile tra il tardo Medioevo e l’inizio del Rinascimento. Si tratta di un brano contemplativo\, che potrebbe aver accompagnato momenti di raccoglimento o occasioni più intime\, pur rimanendo accessibile per un’esecuzione strumentale.\nLa 5ª Estampie Real appartiene a una raccolta di danze francesi del XIII secolo\, nota come Estampies Reales\, conservata nel Chansonnier du Roi. L’estampie è una forma musicale vivace\, strutturata su brevi frasi melodiche ripetute con leggere variazioni\, ideale per il ballo. Questi pezzi rappresentano una delle più antiche testimonianze di musica strumentale europea scritta.\nIl Trotto\, un’altra danza medievale italiana del XIV secolo\, si caratterizza per un ritmo frenetico e ripetitivo. Anch’esso conservato nel manoscritto londinese del Saltarello\, questo brano era pensato per accompagnare il movimento\, forse evocando il trotto di un cavallo\, da cui il nome.\nIl Branle de chevaux e il Branle de la torche\, invece\, ci portano nel contesto delle danze francesi rinascimentali del XVI secolo. Il Branle\, danza in cerchio dal carattere spesso popolare\, era molto apprezzato nelle corti europee. Il Branle de chevaux\, con il suo ritmo che richiama il galoppo dei cavalli\, aveva probabilmente un carattere più rustico e vivace\, mentre il Branle de la torche era una danza più cerimoniale\, associata a momenti di prestigio e raffinatezza.\nIl Lamento di Tristano\, databile tra il XIII e il XIV secolo\, è un pezzo italiano ispirato alla tradizione epica e trobadorica. Spesso eseguito insieme alla sua controparte ritmica\, la “Rotta”\, il Lamento evoca atmosfere malinconiche\, forse connesse alle storie di amori perduti come quella di Tristano e Isotta.\nInfine\, Schiarazula Marazula è una danza popolare friulana del XV-XVI secolo\, resa celebre dall’antologia di danze di Giorgio Mainerio. Questo brano ipnotico e ripetitivo si presta perfettamente a ricreare l’atmosfera delle feste popolari rinascimentali\, dove il ritmo costante favoriva la partecipazione collettiva.\n\nQuesti brani\, ognuno con il suo carattere distintivo\, testimoniano la ricchezza della musica medievale europea\, capace di spaziare tra il sacro e il profano\, tra la corte e la piazza\, mantenendo sempre una profonda connessione con le tradizioni popolari e la vita quotidiana dell’epoca. \n  \n\n  \nDaniele Guttilla è un oudista e polistrumentista siciliano. Ha vissuto in Irlanda dal 2000 al 2005 dove ha studiato e suonato musica irlandese e nel 2023 ha conseguito un Diploma in “Music Performance and Production” presso il Galway Community centre.\nE’ specializzato in musica arabo – ottomana come suonatore di OUD ( liuto arabo). Ha viaggiato in Europa\, nel Maghrib ed in Medioriente dove ha studiato con diversi maestri tra i quali Peppe Frana\, Frenck Leriche\, Adel Salameh\, Achraf Chargui.\nHa frequentato diversi seminari del LABYRINTH\, la prestigiosa scuola di musica modale diretta da Ross Daily.\nHa all’attivo diverse collaborazioni con il Dipartimento di Scienze Islamiche dell’ Università di Palermo.\nNegli ultimi anni ha collaborato con la Tariqa Sufi Naqshbandi dove ha approfondito l’approccio Sufi al Maqam\, partecipando a diversi Ayin Mevlevi e vari Dhikr con il maestro sufi naqshbandi Sheikh Hassan Dyck.\nNell’ ambito di queste collaborazioni ha partecipato nel Maggio del 2024 ad una cerimonia SUFI tenutasi a MILO (CT) per il terzo anniversario della scomparsa di FRANCO BATTIATO.\nIl suo attuale maestro\, con il quale studia una commistione di stile arabo ed ottomano sull’ Oud è GIANNIS KOUTIS (Cipro). \n  \nIl percorso musicale di Lucilla Benanti inizia nel 1994 con la compagnia di artisti di strada La Carovana d’Arte Antica e Persa\, accompagnando le rappresentazioni teatrali con flauto e tamburello fino al 2003 e realizzando esibizioni soliste in Italia e in Europa. \nNel 2002 entra a far parte dell’ensemble di musica medievale Historiae Antiquae\, che in seguito adotta il nome In Taberna. Dal 2009 al 2013\, fonda il gruppo di musica irlandese e celtica Shannon. \nNegli anni\, collabora con artisti come Sara Romano\, Simona Ferrigno\, Giuseppe Severini\, Davide Matera e Romina Copernico\, prendendo parte a numerosi progetti musicali e teatrali\, tra cui Laboratorio Etnika\, Le Città Invisibili e il Carnevale di Venezia. \nFonda il trio Musicamaga insieme a Daniele Guttilla e Armando Fiore\, dedicato alla riscoperta della musica medievale e ottomana. \n  \nArmando Fiore ha studiato percussioni mediorientali con Rosario Punzo e del Sud Italia con Michele Piccione\, perfezionando le sue competenze attraverso una masterclass con Zohar Fresco presso il Labyrinth Musical Workshop di Barcellona. Attualmente prosegue la sua formazione con Yshai Afterman approfondendo lo studio delle percussioni mediorientali sui tamburi a cornice. \nNel corso della sua carriera\, ha collaborato con diversi ensemble e artisti\, esplorando sonorità di culture e tradizioni diverse. È membro fondatore del trio Musicamaga\, dedicato alla musica medievale e ottomana\, che ha ripreso la sua attività nel 2024 dopo una lunga pausa. Parallelamente\, dal 2020 fa parte dell’ensemble Le Camere dello Scirocco\, proponendo un repertorio di musica balcanica\, greca e del Vicino Oriente e ha recentemente avviato il progetto Tarhāl\, in collaborazione con il compositore libico Sufian Ararah\, incentrato sulla fusione tra sonorità tradizionali e moderne. \nHa collaborato con compagnie di flamenco come Guadalmedina e Flamenco Libero\, contribuendo alla registrazione dell’album Viaje con l’ensemble Matí dé Clavel. \n  \n* biglietto 12 €\n* ridotto under30 10 €\n* ridotto abbonati del teatro libero 10€
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