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Play&Sound, un viaggio giocoso tra musica e memorie

Questo evento è passato.

Informazioni Evento

DATA E ORA EVENTO

14 Ottobre, 2024 @ 20:30 - 22:00

COSTO EVENTO

€12

LUOGO EVENTO

Teatro Libero

Salita Partanna, 4
Palermo, PA 90133 Italia
Descrizione Evento

Playful Sounds: Imagination & Experimentation in Classical Music

From Childhood Scenes to Whimsical Fantasies

PROGRAMMA:

Schumann Kinderscenen (Scene infantili) op. 15

  • Von fremden Ländern und Menschen (Di uomini e terre straniere)
  • Kuriose Geschichte (Curiosa istoria)
  • Hasche-Mann (Mosca cieca)
  • Bittendes Kind (Fanciullo che supplica)
  • Glückes genug (Abbastanza felice)
  • Wichtige Begebenheit (Avvenimento importante)
  • Träumerei (Sogno)
  • Am Kamin (Al camino)
  • Ritter vom Steckenpferd (Il cavaliere del cavallo di legno)
  • Fast zu ernst (Quasi troppo serio)
  • Fürchtenmachen (Babau)
  • Kind im Einschlummern (Bambino che s’addormenta)
  • Der Dichter spricht (Il poeta parla)

 

Brahms Intermezzi op. 117

  • Andante moderato
  • Andante non troppo e con molto espressione
  • III. Andante con moto

 

Schumann Tema con variazioni sul nome “Abegg”, op. 1

  • Thema (Animato)
  • Var. I (energico)
  • Var. II (il Basso parlando)
  • Var. III (corrente)
  • Cantabile
  • Finale (alla Fantasia. Vivace)

 

Ligeti Étude n. 3 (Touches bloquées)

 

Debussy Children’s Corner

  • Doctor Gradus ad Parnassum
  • Jimbo’s Lullaby
  • Serenade for the Doll
  • The Snow is Dancing
  • The Little Sheperd
  • Golliwogg’s Cakewalk

 

* biglietto 12 €
* ridotto under30 10 €
* ridotto abbonati del teatro libero 10€

Controlla qui gli altri apuntamenti della stagione concertistica

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NOTE DI SALA

Il filo conduttore che lega i brani del concerto di stasera è l’associazione tra musica e gioco, resa evidente in molte lingue europee (ma ahimé, non in italiano) dalla coincidenza tra i verbi “suonare” e “giocare” (jouer, play, spielen…). Questo nesso è da sempre un tratto fondamentale della musica di ogni tempo: dal semplice “sperimentare giocando” con cui l’essere umano inventa nuovi strumenti musicali, ad associazioni mentali dalle più semplici (“musica-gioco-bambini”) alle più inusuali scaturite dall’immaginario dei compositori. È il caso del primo brano Kinderscenen che, a dispetto del titolo “Scene infantili”, è in realtà uno dei due grandi “racconti” (l’altro è Kreisleriana) dell’amore di Schumann per la futura moglie Clara: ispirato da un commento di lei (“spesso ti apparivo come una bambina”), Schumann sceglie l’inusuale associazione “infanzia-gioco-giocosità dell’amore” (nei suoi diari scriverà: “giocavamo come bambini per l’immensa felicità”), rifiutando la più banale “infanzia-innocenza-verginità”.

Del resto, ben lungi dall’essere innocente, l’infanzia è anche un luogo oscuro: la sede di tanti traumi, come ci ha insegnato la psicoanalisi, in grado di causare sofferenze di lunga durata e di difficile risoluzione nell’adulto, e alcuni artisti hanno avuto un rapporto con l’infanzia particolarmente complesso e tormentato. Le composizioni di Johannes Brahms sono fortemente segnate dal suo morboso rapporto con la propria infanzia: il suono del carillon e le melodie delle ninne nanne si ritrovano in numerosi passaggi e temi delle opere del compositore, nel tentativo impossibile di ritrovare quella meravigliosa età perduta, smarrita per sempre al sopraggiungere di qualcosa di terribile e misterioso.

Al nesso gioco-sperimentazione sono invece dedicati i due brani centrali del concerto: il primo, le variazioni Abegg, è un’esplosione di esuberanza di uno Schumann ventenne che ha appena deciso una volta per tutte di abbandonare gli studi di giurisprudenza e perseguire la sua passione per la musica, cosa che lo porta a sperimentare in un colpo solo tutto ciò che gli viene in mente facendo dimostrazione delle sue capacità virtuosistiche; il secondo, Touches bloquées, presenta una tecnica apparentemente buffa, qualcosa con cui potrebbe giocare/sperimentare anche un bambino al pianoforte, ma che nelle mani di un genio come Ligeti produce un moto perpetuo estremamente complesso dalla spiritosa sonorità inusitata, nel quale si ritrova la “familiare” micropolifonia del compositore.

A chiudere il concerto, l’omaggio di un padre alla sua bambina, la pétite Chouchou di Debussy: un regalo tanto tenero quanto scherzoso. In uno stupendo affresco del mondo di casa Debussy, fatto di bambole, pianoforte, elefantini di pezza, neve che cade, e una tata inglese (cui si deve la lingua dei titoli dell’opera), emergono tuttavia qua e là i topos dello stile del compositore, rivelando il vero difetto degli adulti davanti al gioco e all’infanzia: non riuscire mai davvero a staccarsi del tutto dal mondo dei grandi.

Andrea Emanuele

 

Breve Biografia

Pianista dalla spiccata sensibilità e musicalità, Andrea Emanuele ha un ampio repertorio che rispecchia i suoi vasti interessi musicali, e uno stile pianistico intuitivo ma ricercato. A seguito dei suoi studi al Trinity Laban Conservatoire di Londra come allievo del M° Sergio de Simone, ha intrapreso una solida carriera come solista e camerista: alcune delle sue esibizioni più importanti includono performance con l’orchestra presso il Teatro Politeama di Palermo, con la direzione di Mauro Visconti, e presso lo State Theatre di Vidin, Bulgaria, con Alfonso Todisco alla bacchetta. Come musicista da camera ha collaborato a diverse formazioni che includono il duo, il trio e il quartetto.

Altre sue importanti esibizioni includono sedi prestigiose quali la Wigmore Hall, St. Martin in the Fields, St. James Church Piccadilly a Londra, Old Royal Naval College Chapel a Greenwich, il Festival Internazionale Orestiadi di Gibellina, e il Teatro Manzoni di Pistoia. Si è perfezionato frequentando masterclasses tenute da artisti di fama internazionale, quali Pascal Rogé, Benedetto Lupo, Nina Tichman, Claudio Martínez Mehner, Joaquìn Achucarro, Daniel Rivera, Alessandro Damerini.

Andrea Emanuele è stato nominato Junior Fellow in Piano Accompaniment presso il Trinity Laban Conservatoire; inoltre ha vinto numerosi concorsi da solista e da camerista. Tra i suoi successi recenti vi sono la Leonard Smith & Felicity Young Competition for Strings and Piano Duo 2018, insieme alla violoncellista Melody Lin, il primo premio alla International Piano Competition “Ischia”, piano four-hands section, insieme alla pianista Teresa Desiderio, e finalista della Jaques Samuel Intercollegiate Piano Competition, esibendosi come solista presso la Wigmore Hall, Londra.