Musica e Gioco: Un Binomio Vincente!
Il programma proposto all’evento Play&Sound è un viaggio affascinante che esplora il legame tra musica e gioco. Il termine “giocare”, infatti, in molte lingue evoca l’idea di divertimento e leggerezza: dall’inglese “to play” al francese “jouer” fino allo spagnolo “jugar”, l’atto di fare musica diventa un vero e proprio gioco. E molti compositori, come Mozart, si sono divertiti a sperimentare e innovare. Il programa farà scoprire come anche Schumann, Brahms e Debussy hanno saputo “giocare” con le note.
Schumann e Brahms: Una Storia di Musica e Amicizia
Nel nostro programma attraversiamo due epoche storiche, esplorando il genio di Robert Schumann e Johannes Brahms. È celebre l’incontro del giovane Brahms con Schumann, che nel 1853 lo accolse con grande stupore. L’amicizia tra i due compositori si trasformò in una profonda relazione umana e artistica, con Brahms che sostenne Clara Schumann nei difficili momenti in cui Robert fu internato. Un rapporto fatto di rispetto e devozione, che si riflette nelle loro opere. Questa sera ascolteremo le Kinderszenen op. 15 di Schumann, una raccolta di 13 brevi brani che evocano scene d’infanzia, semplici e delicate.
Brahms e la Malinconia delle Ninna Nanne
Dopo Schumann, entriamo nell’universo austero e riflessivo di Johannes Brahms con i Tre Intermezzi op. 119. Queste opere ci mostrano un Brahms maturo e malinconico, capace di intrecciare tradizione e innovazione. Il primo intermezzo, ispirato a una ninna nanna scozzese, incarna perfettamente lo spirito meditativo del compositore. Con Brahms, ogni nota è densa di emozione e profondità. Lui stesso chiamava queste composizioni “le ninnenanne delle mie sofferenze”. Immaginate: le ninne nanne sono pensate per farci sentire al sicuro, per cullarci nel sonno, ma quelle di Brahms ci parlano di malinconia, solitudine e dolori interiori.
Il Mondo Fantastico di Debussy
Il programa continua con l’immaginazione e il gioco di Claude Debussy, che nel suo Children’s Corner ci trasporta in un mondo fatto di elefanti di pezza e altri giochi. Questa suite fu scritta come un tenero omaggio alla sua adorata figlia Chouchou, ma anche qui ci sono alcune storie interessanti dietro i titoli dei pezzi.
Prima di tutto, i titoli sono in inglese perché la tata di Chouchou era inglese! E qui comincia il divertimento. “Doctor Gradus ad Parnassum” fa riferimento a un manuale di esercizi per pianoforte che ogni studente di musica conosce e… diciamocelo, detesta un po’. Debussy prende in giro questi esercizi noiosi, come se dicesse: “Sì, sì, esercitati pure, ma non dimenticare di divertirti!”.
Poi abbiamo “Jimbo’s Lullaby”. Chi è Jimbo? In realtà, è un errore di spelling! Il pezzo si riferisce all’elefante Jumbo, un famoso elefante da circo dell’epoca. Ma Debussy, forse con un tocco di ironia, lo trasforma in “Jimbo”. Immaginate la dolce ninna nanna di un enorme elefante che culla il sonno della piccola Chouchou! Infine, c’è “Golliwogg’s Cakewalk”, un brano vivace che nasconde una critica sociale. Il cakewalk era una danza eseguita dagli schiavi afroamericani che imitavano e deridevano i loro padroni, e Debussy trasforma questa danza in un momento satirico.
Ecco, dunque, un viaggio musicale che passa dall’ironia al mistero, dalla dolcezza alla riflessione. Schumann, Brahms, Ligeti e Debussy ci hanno lasciato pagine indimenticabili, che, come avrete visto, non si limitano alla bellezza del suono, ma sono anche storie, riflessioni, e piccoli scherzi nascosti tra le righe.
Che sia un bambino che si addormenta, un poeta che parla, o un elefante che suona il pianoforte, la musica ci accompagna in mondi nuovi, e sono felice che questo programma di sala ci faccia avventurare insieme in questi viaggi.